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lunedì, giugno 22, 2009


Ancora me stai ai Pixies? 18-06-2009 Pixies in Athens (Greece)


Le domande da porsi sarebbero: siamo forse vecchiazze che ancora corrono adoranti dietro ai dinosauri della scena indie americana degli anni 80/90? Siamo mica degli sfigati che abboccano a ogni reunion per quanto posticcia, per quanto bolsa e dichiaratamente avvenuta per denaro? Siamo forse dei patetici quasi quarantenni che si sentono miracolati a poter assistere a tour di quasi cinquantenni che propongono solo vecchi pezzi di vent'anni fa, roba da cover band? Siamo forse noi questo e ne siamo anche parecchio orgogliosi?

La risposta e' si, perlamadonnaccia!

Tipo: mercoledi' c'erano i Pains of Being Pure at Heart ad Atene, sabato i 2 many deejays a Salonicco. Nessuno dei due gruppi avevo mai visto dal vivo, e avevo parecchia voglia di vedere entrambi a dire la verita'. Ma la voglia, la curiosita', il capriccio, l'inedito si inchinano davanti all'amore, davanti a uno dei 5 gruppi americani che hai piu' amato in vita tua, davanti all'emozione di trovarsi di nuovo sotto al palco calcato dal quartetto di Boston. E - molto meno romanticamente - anche davanti al budget come sempre limitato. Dunque - ovviamente - i Pixies.

Arriviamo all'Ejekt festival verso le 8, con un tramonto meraviglia, proprio mentre gli ignorabilissimi Starsailors stanno finendo con una cover di Kate Perry. Prima di loro, ci viene raccontato dell'inutile concerto degli White Lies davanti a trenta persone (e per la prima volta ho visto dei veri fan emo, tutti pittati, mi pareva di stare allo zoo e li ho pure indicati col dito e mi hanno detto che -no- non si fa, e non gli dare le noccioline, ma erano tanto buffi). Poi ci sono stati gli Editors, che hanno dei buoni pezzi, sarebbero potuti forse diventare gli U2 se non fossero arrivati prima i Coldplay, il cantante ci ha davvero una bella voce, ma se ne fa a meno abbastanza a cuor leggero.

Poi arrivano i nostri supereroi. Frank Black e Kim Deal in completo nero, che non li fanno pero' sembrare affatto piu' magri, Joey Santiago ha il solito cappellino da baseball per coprire la pelata e David Lovering ci ha ormai tutti i capelli bianchi. Appena saliti sul palco un po' confabulano, un po' si godono il pubblico (fra cui ancora riuscivo a sentirmi un giovanotto - per darvi una idea anagrafica), poi parte la prima schitarrata di U-Mass che manda immediatamente a puttane (non governative) il mio aplomb di navigato frequentatore di concerti e -maledizione, ci sono ricaduto -  comincio a saltellare, cantare e urlare in estasi fino alla fine del concerto come un adolescente scemo. Anzi, mi viene fatto notare, saltello perlopiu ' insieme a un adolescente molesto, scemo e pure grassoccio.

I Pixies sono meravigliosamente in forma, compatti, tonici, non perdono tempo in chiacchiere fra un brano e l'a'ltro (giusto un po' Kim, che parla dei due giorni passati in giro per l'Acropoli e non smette di sorridere), tengono un ritmo serratissimo, Frank urla in quel microfono come se fossimo ancora nel 1986, con soli 40 chili di piu', aggrediscono il pubblico con brani presi per lo piu' da Come on Pilgrim, Surfer Rosa e Doolittle. Male non puo' andare: ci hanno un repertorio che dove peschi peschi bene. Si muovono forse poco sul palco, ma non mi dispiace, non me ne frega un cazzo che si mettano a fare delle mossettine da giovanotti, non ne hanno davvero bisogno. Quello che esce da quelle chitarre onuste di gloria basta e avanza a infoiare la folla, - me compreso -  roba che nemmeno tonnellate di viagra presidenziale. Ci si distrae solo un po' a meta' concerto quando qualcuno decide di accendere un fuoco, si teme che arrivino gli anarchici cattivi, come due anni fa con i Beastie Boys che misero a ferro e fuoco la location e interruppero il festival. Invece tutto rientra immediatamente. Speravo di ascoltare Winterlong, che avevano eseguito nelle prime due date del tour (ma c'era Neil Young come headliner da omaggiare) e invece non me l'hanno fatta. Per il resto, non esistendo materiale nuovo, tutti i grandi pezzi ci sono, e credo siano degni di menzione una devastante Debaser, una osannata Hey, una Where is my mind ipnotica e un finale in crescendo con Gigantic. E proprio gigantesco era il sentimento che riempiva il petto con cui sono uscito dal concerto. A big big love.

Scaletta

U-Mass

Wave of Mutilation

Caribou

Broken Face

Something Against You

Monkey's gone to heaven

Bone Machine

I Bleed

Here comes your man

Velouria

Digging for fire

Nimrod's son

The Holiday song

Ed is dead

Vamos

River Euphrate

Allison

Into the White

Debaser

Tame

Hey

Gouge Away

Where is my mind

Gigantic


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 14:47 | link | commenti |
presenzialismi, orgasmi

venerdì, giugno 12, 2009


Revolution starts at home


Mi rivolgo a voi, Carfagne, Gasparre, Calderole, Vespe e via vomitando. E' l'appello di un giovane marito, assai preoccupato per le sorti del suo matrimonio.

Cosa avete fatto a mia moglie? Cosa le avete fatto, per l'amor del cielo? COSA LE AVETE FATTO ?!

Dov'e' quella donna dolce, prodiana dentro, a tratti fassiniana, cresciuta a pane e Espresso, attenta e pacata commentatrice dell'attualita' italiana, della sua politica, sempre capace di una battuta beffarda, di chiudere ogni discussione con una risata, seppure amara? Che fine ha fatto?

Avrei dovuto forse accorgermi - oh giullari di corte, oh melma che infesta l'etere e il parlamento- che dava segni di cambiamento, direte voi. Cenni di squilibrio sempre piu' frequenti e indignati davanti alle vostre continue malefatte politiche - oh bugiardi prezzolati, oh razzisti maligni, oh casta putrida e sfacciata. Avrei dovuto interpretare meglio i suoi "Ma hai letto? Hai visto quello che ha fatto?! " sempre piu' spesso e sempre a volume impercettbilmente piu' alto "Ma che davvero hanno fatto passare quella legge!?" "Ma sono scemi?" , come ho potuto lasciarmi scivolare addosso quei "Ma veramente hanno fatto ministro a QUELLA!? Ma che scherziamo?". Era in atto una metamorfosi, ma ora che e' giunta al suo completamento e' ormai tardi e indietro non si torna - oh maledetti lecchini, oh servi ciechi del potere, oh scarafaggi in grisaglia.

Forse si, forse non sono stato attento, ho peccato di leggerezza. L'ho lasciata troppo tempo da sola a esporsi eccessivamente agli effetti nefasti di youtube, blog, tumblr e quotidiani online. Dove passano informazioni, piccole e grandi tutti i giorni, che fanno travasare la bile a litri, opera vostra - oh briatori ministeriali, oh dignita' da smacchiare, oh schiuma immonda del ciarpame politico-mediatico. 

Che rapporto ha quella donna che amavo dolcemente con quella invasata fanatica politica, che oggi vive con me? Colei che in mattinata ha esordito dicendo che Gheddafi aveva ragione e andrebbero capite meglio le ragioni del terrorismo, nel senso che lei una pallottola su una gamba a Borghezio gliela pianterebbe volentieri.

Chi e' questa pasionaria che commentando l'intervento della Brambilla a Ballaro', batteva i pugni sul cruscotto sbavava, urlava che la Serracchiani avrebbe dovuto percuoterla in testa con un bastone a quella serva demente, e poi basta a fare quelli di sinistra comprensivi e che ascoltano composti. Basta cazzo !

Da dove arriva questa sconosciuta esagitata che giace nel mio letto, che oggidi' e' uscita dall'auto sentenziando solennemente, "Ormai qui non c'e' alternativa, occorre impugnare le armi !" ?

Io non so - oh odiosi governanti, schiavi spudorati, sicari della democrazia, pompinare di regime  - non so piu' chi sia costei, questa violenta fomentatrice d'odio politico, questa iraconda potenziale assassina, questa brigatista kamikaze che mi ritrovo al mio fianco al posto di mia moglie.

Pero' mi fa abbastanza sangue, quindi ci tenevo a ringraziarvi.


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 11:08 | link | commenti (5) |
autismi, disfattismi, comunismi, cabarettismi

venerdì, giugno 05, 2009


Ecco chi vincera' le elezioni e perche'


Praticamente il teorema Gasparri con soli trent'anni di anticipo  e in lingua italiana (trad in gasparrese: amo vinto pecche' infatti aggente havvotato annoi e infatti significa che mmo famo er cazzo che cce pare annoi  e voi zitti e rosicate astronzi comunisti demmerda pecche' aggente e come annoi aho' mica come avvoi infatti) . Profetico non basta, inquietante forse; chirurgico direi.


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 19:24 | link | commenti (1) |
miasmi

mercoledì, giugno 03, 2009


6 anni e 25 minuti


Mi sono stati concessi 25 minuti per dire quello che ho da dire. Come sempre in queste occasioni non ho assolutamente un cazzo da dire. Ma sono occasioni a cui tengo. Solo io, e non si sa esattamente perchè.

Non metto dischi da un mese e mezzo : l'esperienza al Sarai si è conclusa presto, come sempre "musica assolutamente inadatta al locale" la causa dell'interruzione del rapporto di lavoro. Poi ho messo i dischi in Italia, senza clamore.
Non compro dischi da un mese e mezzo: doppio acquisto al concerto degli Zen Circus, ho preso Villa Inferno e Dr. Seduction, now in heavy rotation. Sempre stato fuori tempo massimo.
Non fumo da quasi 5 mesi : ivi non incluso il narghilè a Istanbul.
Non gioco a calcio da oltre un anno: ma resto sempre una spanna sopra il 70% dei blogger che conosco.
Non mi interesso seriamente di calcio da molti anni.
Non vado a un concerto da quattro giorni: università Aristotele di Salonicco, gruppo cretese nemmeno malvagissimo, gli Hainides.
Non vado a un concerto serio da un mese e mezzo: Zen Circus, al Thermos di Ancona
Non scarico musica illegalmente da un'ora.
Non bevo birra da 10 minuti.
Non vado in Italia da quasi un mese e mezzo.
Non voto Berlusconi da prima di nascere.
Non credo di votare mai più per il PD. Fatto una volta nella vita, pentitomene amaramente, grazie tante, alla prossima. Se Franceschini candida Gino Flaminio potrei ripensarci.
Non bestemmio da circa 5 minuti.
Non indosso scarpe da donna per allargarle da ben tre minuti.
Non aggiorno il mio status su Facebook da settimane e nessuno sembra risentirne, tantomeno io.
Non ho smesso di scrivere su splinder per 6 anni esatti esatti, nonostante gli esiti discutibili. Quando vi siete rotti fate un fischio voi, sennò mi sa che io quasi quasi continuerei ancora per un  po'.


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 22:32 | link | commenti (4) |
autismi, blogghismi

sabato, maggio 30, 2009


I miei ragguardevoli venerdì sera


Ormai - per motivi che non sto qui a spiegarvi - siamo pappa e ciccia con dei pezzi grossi dell' "Italia a Salonicco". La solita insopprimibile vena mafiosa di noi italiani all'estero. Una di questi è arrivata addirittura a chiamarmi "Amore mio" davanti alla augusta presenza di mia moglie, peraltro. Ciò significa che ogni volta che in questa città si verifica qualcosa che ha a che fare con l'Italia mi arrivano gli inviti a casa. 2 novembre, 2 giugno e altre simpatiche feste sempre snobbate in patria, qui mi vedono a volte in prima fila. Si tratta di manifestazioni a cui partecipa la crema della società italica trapiantata a Salonicco. Consoli, ambasciatori, presidenti di camere di commercio, direttori di istituti e banche, alte sfere militari, manager di grandi industrie, politici, direttori di tv locali e uno stuolo agghiacciante di zombie-parvenu. Praticamente un incubo, in cui manca solo Ambrogio e i Ferrero Rocher.

Ma io ormai ho il mio vestito del matrimonio,  e quindi non temo niente e nessuno. Quando c'è un'evenienza del genere mi chiudo in una cabina telefonica come superman e voilà ! divento l'irriconoscibile (fighissimo!) italiano all'estero in giacca e cravatta che partecipa a queste orrende situazioni.

Perchè lo faccio? Perchè come tutti i bambini sono attratto letalmente dalla merda e ci giochicchio, mi ci impiastriccio, ci faccio castelli, mi impacchio nel trash, mi rotolo nelle situazioni assurde, paradossali, nell'essere incredibilmente fuori contesto. E' come drogarsi, credo, di certe sostanze che ti fanno viaggiare in mondi paralleli. Non puoi credere di essere lì con quella gente a fare quelle cose. Non credevi nemmeno esistessero davvero. Come stare a parlare con l'unicorno. Fatto per una o due volte l'anno è quasi salutare confrontarsi con queste persone: vedersele davanti e ringraziare il cielo di non essere ancora diventati così. Mia moglie la vede allo stesso modo. Odia tutto quel contesto, non ne vorrebbe mai fare parte, non ci riesce fisicamente (le viene il maldistomaco dopo un po') ma pure lei ne è irresistibilmente attratta, come le mosche dalla lucina blu, che alla fine le frigge.

Inoltre non dimentichiamo altri due fattori importantissimi: primo, in genere in queste occasioni si mangia benone e prodotti italiani che qui costano un occhio, e non dimentichiamoci che noi semo italiani, se magna aggratis, quindi si parte e di corsa pure. Secondo: ci ho un blog in crisi di ispirazione, e da cose del genere due righe le tiri fuori sempre. Quindi, forti dei nostri vestiti da supereroi, ci buttiamo a capofitto, letteralmente da "morti di fame". Ma strepitosamente belli ed eleganti.

La serata di ieri, per i festeggiamenti del 63esimo anniversario della Repubblica, organizzata dal locale Istituto di Cultura Italiana e finanziato dall'Eni, che qui sta portando il metano, prevedeva una serata di grandi canzoni italiane. Solo per strada abbiamo capito che il buffet non era previsto e stavamo quasi per decidere di tornare a casa. Poi il trash l'ha avuta vinta, di nuovo.

Arriviamo a teatro e ci sbattono in prima fila, bersaglio di fotografi che all'indomani pubblicheranno le nostre belle facce in prima pagina. Smadonniamo. Inizia una lunghissima premiazione di quanti avessero in pratica finanziato l'evento. Interminabili discorsi di ringraziamento. Continuiamo a smadonnare.

Prima entra un coro di vecchiette italiche importate appositamente dall'Inps che intona l'Inno d'Italia, poi quello di Grecia, poi il Va' Pensiero. Alle prime note dell'inno di Mameli (ribattezzato dalla bionda tradutttrice L'Innomanelli) tutti si alzano in piedi. Avreste dovuto vedere le facce mie e della mia consorte indecise fra il gelo e il panico. Non mi era mai capitato. Non so come abbiamo fatto a non rotolarci per terra ridendo in preda alle convulsioni. Mi sentivo come Gattuso, ero pronto anche a fare un po' di stretching prima di spezzare le caviglie a Zagorakis.

Comincia poi il concerto vero e proprio come da scaletta. Il maestro Severino sembra un incrocio tra Massimo Ghini dopo anni di crack e Neri Marcorè che imita Gasparri. Viene presentato dalla biondissima traduttrice come artista famosissimo in Italia (faceva il consulente per Sarabanda e ha partecipato a Telethon, in pratica ci propina dell'insulso piano bar. Non male per uno uscito dal DAMS, credo). Indossa una sciarpetta, che fa tanto "maestro" così come le mossette sul palco, gli occhi chiusi mentre canta stravolgendo ( a la Dylan!) canzoni a volte già brutte di loro. Propone uno scontato mischietto di musica anni 60-70 più Ramazzotti e la Pausini che non sfigurano mai. Oltretutto il concerto è funestato da incidenti tecnici (il Dio della musica c'è!) che però - purtroppo - non stroncano la performance definitivamente, bensì allungano solo la nostra agonia e quella dei vari Modugno, Paolo Conte e Carosone buttati in pasto a una platea di ottuagenari. In uno di questi imbarazzantissimi momenti, frutto della brillante organizzazione italiana e dell'avanzata tecnologia greca, saltano le casse, e il maestro Severino per alleggerire l'atmosfera imbarazzante venutasi a creare, recita testualmente "IT'S THE BIUTIFUL OF THE DAIRECT"  e ridacchia. Da solo, ovviamente, poichè immagino che nessuno in quel teatro pieno di gente, sia arrivato a connettere le sue parole astruse col tentativo di battuta pippobaudiana in inglese (e allora perchè non l'intramontabile Give it today, give it tomorrow ! ). Comunque cala una cappa di gelo antartico e io continuo a ripetermi, no, non l'ha detto, non è possibile, no lui non mi rappresenta, no, Belrusconi non mi rappresenta, oddio no, ma che davero davero mi rappresentano questi?

L'italiano ruffiano piano barista si palesa in tutta la sua infamia su una canzone di Modugno in cui modifica l'intro, allungandola a dismisura e trasformandola praticamente nel celebre syrtaky, il che scalda i cuori dei greci presenti. E scatta di nuovo il battimani. E' l'unica cosa che in genere gli italiani conoscono della cultura greca contemporanea, ed è stata resa famosa da un film non greco. Poi arriva l'orripilante momento Renzo Arbore, in cui il percussionista prende un djembè e scende dal palco per far fare il battimani al pubblico, sfidando le artriti degli attempati (e abbioccati) spettatori. Ovviamente non lo segue nessuno a tempo e diventa un momento quasi situazionista. Una cosa che ancora ora a pensarci mi provoca conati di vomito e brividi lungo la schiena. Erano anni che un concerto (o una sostanza stupefacente, o del cibo andato a male) non mi provocava tutte queste sensazioni. C'è il momento in cui il maestro decide di proporci sue composizioni, che (dice la traduttrice assumendosene le responsabilità) verranno presto interpretate da un grandissimo protagonista della musica italiana. Canzone di genere melodico napoletano, contentente le rime amore cuore, marechiare e nun ce lassamm cchiù, finestre vicoli sole spiagge. Praticamente l'anti Gomorra, per la gioia di Apicella e Noemi. Scatta il toto-grandissimo interprete destinato a trasformare questa chiavica - troppo bassa pure per Gigi D'Alessio- in un successo. Infine, come temuto, il bis. Prima Volare. Di cui sbaglia pure un paio di versi (ma si può?). E poi? Ovviamente l'inno degli italiani all'estero. Lasciateli cantare. Con la chitarra in mano. Cambia anche una strofa ('perchè sono ricco-sono a Salonicco') che fa venire giù il teatro. Voglio vedere quando lo invitano a Tel-Aviv che s'inventa. Lasciamo il teatro ancora basiti, ripetendoci che non è possibile, e che mai più, e che non può essere che ancora nel 2009 noi italiani nel mondo siamo quest'ammucchiata invereconda di stereotipi da dopoguerra, ma insomma.

Poi le chiedo  - "Oh ma lo hai saputo che ci sono in giro le foto dei festini a Villa Certosa con le donnine in topless?". E lì realizzo che nel 2009, noi, gli italiani, siamo percepiti ed amati nel mondo per tutto questo (volare, pizza, ferrari) e in qualche modo rappresenta il meglio di quello che abbiamo da offrire -come immagine - al momento, nel Berlusconistan. Magra consolazione, ma lasciateci cantare, va.

Update: post gemellato qui e video del momento incirminato courtesy of pattymeet

 


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 16:07 | link | commenti (10) |
miasmi, presenzialismi

venerdì, maggio 29, 2009


Piantala con ’sti bonghi, non siamo mica in Africa


Verona e' un bel posto. Se ti ammazzano a calci cinque fascisti non c'e' nessuno, se stai in piazza a suonare arriva la polizia

Nipresa

 


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 16:24 | link | commenti |
miasmi

mercoledì, maggio 27, 2009


Stella e Ralph (the real Malph)


C'era un periodo in cui gli studenti che improvvisamente smettevano di venire a lezione dicevano tutti di aver trovato un lavoro. Tutti. E non si presentavano mai piu', perche' erano sempre lavori fuori citta', in genere lontanissimo. Quest'anno invece vanno molto le operazioni alla vagina, ma per i maschi un po' meno.

Insomma mi arriva questa che mi deve circa l'80% dei soldi della retta, avendo seguito ben oltre la meta' delle lezioni. In teoria funziona che tu paghi circa la meta' all'iscrizione a ottobre, una volta che hai deciso di seguire le lezioni. Pagherai circa la seconda meta'  prima di Natale e il resto (briciole, un centinaio scarso d'euro) a febbraio. Come ogni maggio invece mi ritrovo a perdere ore di telefonate per chiamare i ritardatari. Siamo per il pagamento elastico, c' e' la crisi e ci fidiamo. La maggior parte - va detto - paga. Ma questa -Stella - no.

Lo capisco subito, perche' mi si presenta insieme al ragazzo, anzi al gambros, il fidanzato promesso sposo. Quando si presentano col supporto psicologico si mette sempre male. Lui e' una specie di Ralph the Malph, pero' anoressico. Appena lei parla lui conferma. Uno yesman che Bondi e Fede al confronto sono due bastian contrari. Tipo lei dice "Fa caldo" e lui incalza  e prontamente sente l'insopprimibile bisogno di rilanciare "Un caldo incredibile, una cosa insopportabile, guarda come sudo tutto e poi le previsioni dicono che ...". Ecco, ci siamo capiti. Ci eravamo sentiti per telefono e avevamo detto che , vabbe', poiche' Stella aveva perso tre mesi di lezione le facevamo uno sconto di un centinaio d'euro.  Che imprenditore dal cuore d'oro, mi ero pure complimentato con me stesso. A trovarne !

Sosteneva di aver parlato sia con la sua ormai ex-insegnante che con gli altri ex-compagni di classe della sua serissima operazione ginecologica, versione smentita in seguito da tutti. Mi si presenta dunque oggi, polemicissima, agguerrita e accoppiata. E mi fa: " Ma insomma io non ho mica fatto tutte le lezioni non posso pagare tutti quei soldi". Dico si, ma io ti avevo detto quando e di che ammontare fossero i pagamenti. Non facciamo firmare contratti, e questo ci penalizza, perche' la gente magari a Natale decide di andarsene e per noi e' ok. Spiace ma e' ok. Ma a Natale, non a marzo. Le faccio il classico paragone della salsiccia, che se te la compri la paghi. Poi se la mangi tutta o un pezzo solo saranno pure cazzi tuoi: al macellaio, che nella fine metafora sarei io, basta che la paghi. Che se tutti facessero come lei avrei chiuso da un pezzo baracca e burattini, che l'accordo era chiaro: lei avrebbe dovuto pagare tre mesi fa l'ultima rata e io invece - coglione - non riesco bene nel mio ruolo di mastino spaccadita dammesuord.

Non si molla, si alzano i toni. Arriva ad accusarmi di aver chiuso pure a Natale per due settimane per ferie(siamo praticamente obbligati per legge, come tutte le scuole dell'Ellade). Capisco che Stella e Ralph sono ossi piu' duri di quello che credevo. Deve aver imparato da Fonzie, quello si che e' un duro, hey!

Finge di propormi duecento euro e minaccia rossa in volto di infamarmi ovunque, dice che ne ha gia' parlato con chiunque e che da nessuna parte ha sentito che dovresti pagare per servizi che non ti vengono erogati. Dico di si, ma sono servizi che cionondimeno hai richiesto tu - cretina - , e per i quali vengono approntate risorse. E nemmeno io in 4 anni che ho la scuola ho sentito mai discorsi del genere. Ma d'altronde e' una specie di guardacostiera pubblica, roba che Brunetta se la magnerebbe con lo sguardo.

Finisce che io dico, senti, guarda, non mi va di litigare oltre. Molla il duecentone e sparisci.

Se ne va con Ralph the Malph e mi dice stizzita, "Allora buon pomeriggio". Alle 8 di sera. E non sono neppure riuscito a dire a Ralph di salutarmi the Fonz, e di stare attento ai conti per il banchetto nuziale, che se poi non mangiava tutto tutto magari poteva chiedere lo sconto su quello che aveva concordato, che di solito funziona proprio cosi'.

Morale della favola: da ottobre scatta il contrattino per tutti e all'indomani delle date di pagamento delle rate  lasceremo come gadget dal gusto tradizionale italiano delle simpatiche teste di cavallo davanti casa, altro che pagamenti eleastici. Mettero' un annuncio sul giornale per assumere uno spezzadita- addetto al ritiro dei contanti, chi e' interessato mandi un curriculum.


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professionismi

martedì, maggio 26, 2009


Meravigliosi quadretti familiari II


AH ! L'antica arte del karaoke mattutino ! Si prenda Winterlong dei Pixies, si stampi il testo, si scarichi la canzone in formato mp3, la si introduca nel lettore con cuffiette auricolari. Si salga in macchina con la consorte, addetta alla gestione del lettore e alla manipolazione dei testi e ci si ponga alla guida di un automezzo con targa italiana in terra straniera. Non resta che divincolarsi nel traffico di una citta' di un miilione e mezzo di abitanti dando un'occhiata ai testi e rischiando ripetutamente di schiantarsi. Cimentatevi ora in cori a due voci di cui voi, elemento virile e villoso della coppia, effettuerete dei virtuosi falsetti. Un duetto alla Ike & Tina, o se preferite alla Al & Romina, dove voi, quello con la barba, fate la parte di Romina.


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autismi, entusiasmi

lunedì, maggio 25, 2009


Nuovi leader per la sinistra


Ormai le scelte si restringono, le elezioni sono alle porte, secondo alcuni il governo di Papi Ciulo è agli sgoccioli. Dobbiamo costruire ora una opposizione seria, queste le mie proposte per i nuovi leader della sinistra di domani. Se ne avete di più concrete fatevi sotto

1 Gianfranco Fini

Ormai a difendere parlamento, stato laico e costituzione mi ci è rimasto solo lui. Nel suo partito Berlusconi lo odia, i suoi colonnelli manco lo salutano più: perchè ormai si sa che lo scambio è stato fatto. Gli diamo Rutelli e la Binetti e ci danno il presidente della Camera, il compagno Gianfranco. Hasta il delfino, siempre !

2 Veronica Lario

Ho già detto abbondantemente perchè dalla Pasionaria Veronica ci aspettiamo tanto qui a sinistra. Rimarrebbe l'unica vera protagonista della probabile caduta del governo del vecchio pedofilo nano. Dove Prodi, D'Alema, Veltroni e Franceschini non hanno potuto lei si è spinta. Metterlo in difficoltà, farlo tremare. Porque a Macherio llegamos cantando o non llega ninguno!

3 Famiglia Cristiana e CEI

Gli ulitmi veri baluardi alla immoralità berlusconiana dilagante del paese, tignosi peggio che Repubblica a voler sapere tutto sul Noemigate, unici difensori dei diritti degli immigrati, esprimono preoccupazioni per questa Italia intollerante e razzista, mica come Fassino che li rimanderebbe a casa a calci quelli sui barconi ! Evviva il Vaticano e la LI-BER- TA' !

4 Gino Flaminio

Un uomo del popolo, come ripete meccanicamente egli stesso, praticamente autocandidandosi, nella videointervista di Repubblica. Le sue sopracciglia mal depilate non tradiscono a riguardo, sembra uno di  quei buzzurri finto-veraci che vanno dalla De Filippi o in trasmissioni come the CLUB. Uno del popolo, di quel popolo che fa un po' ribrezzo, ma il cui voto occorre captare per vincere e governare. Anche il suo italiano lascia abbastanza a desiderare, quindi possiamo anche togliere voti a Di Pietro sul piano dell'analfabetismo e dell'anortografia. Inoltre è l'unico che abbia un motivo più di tutti voi per avercela con Berlusconi: gli ha soffiato la donna. El pueblo de Gino jamas serà vencido !


pericoloso frutto della confusione mentale di: benty alle 16:02 | link | commenti (2) |
comunismi, cabarettismi

L'oroscopone, ovvero il complotto stalinista dell'instant porno


Contrariamente a quello che si potrebbe pensare l'ora del porno per me e' lunedi' mattina, cioe' tipo proprio adesso. Si lascia il venerdi' sera emule aperto a fare il suo porco lavoro (ciao Sarko' !) e lunedi' mattina, mentre si sorseggia il caffe', si verifica quanti di quelli scaricati sono film normali e quanti invece dei porno sotto falso nome. Oggi devo registrare il grande tempismo con cui il porno produce titoli d'attualita' e anche una insospettabile vena di protesta politica e di costume, celata fra un pompino e l'altro. Un po' come fanno Libero e il Giornale. Quello scaricato stamattina al posto di un vecchio film di Verdone era "Porno Veline, belle e porcelline", diretto da J.F Romagnoli, con David Perry, Karim, Milky Blue e Horst. La trama assai intricata e davvero imprevedibile ve la lascio immaginare, senza rischiare di rovinarvi il fianale. Ditemi voi se, a partire dal titolo, questo non e' il solito complotto della sinistra stalinista e liberticida.


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